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Amministrazione di sostegno

Studio Legale Marini & Saggio | Casi studio | Amministrazione di sostegno

Si è rivolta al nostro studio la figlia di un’anziana signora, proprietaria di un piccolo terreno e beneficiaria di pensione di importo pari a circa 960,00 euro mensili. Riferisce la nostra Assistita che la madre, affetta da demenza senile acuta, versa in una condizione di disorientamento temporale e spaziale tale da avere bisogno di costante assistenza anche per gli atti elementari della vita, non si rende pienamente conto della realtà circostante, e spesso neppure riconosce i suoi affetti più cari.
La nostra Assistita chiede consiglio su come prendersi cura al meglio del proprio genitore avuto riguardo agli aspetti pratici ed amministrativi della vita come la riscossione della pensione, il pagamento delle imposte e tasse, la gestione delle utenze, ecc.

Al fine di riscontrare compiutamente al quesito sottoposto all’attenzione dello Studio, occorre in via preliminare comprendere quale sia l’istituto giuridico che meglio si addice al caso in parola tra l’amministrazione di sostegno e l’interdizione.
Sul punto, la giurisprudenza maggioritaria di merito ha avuto modo di affermare che Il discrimine tra gli istituti ora citati non è rappresentato dal grado di invalidità di cui la persona è affetta, ma dalla differenza qualitativa delle operazioni da svolgere.
Di conseguenza, nel caso in cui si tratta semplicemente di gestire l’entrata pensionistica del soggetto invalido e di poche altre ordinarie operazioni, è da preferire l’amministrazione di sostegno, istituto maggiormente rispettoso della dignità dell’individuo. Questo è quanto affermato nella sentenza del Tribunale di Benevento n. 104/2019.

Nel caso di specie, dunque, considerata la modesta entità del patrimonio da gestire e della semplicità delle operazioni da svolgere in favore della signora, abbiamo suggerito alla nostra Assistita di presentare un ricorso per la nomina di un amministratore di sostegno, (che ben potrebbe essere la figlia stessa qualora vi sia accordo con i parenti più prossimi) senz’altro preferibile all’interdizione, in quanto in grado di garantire un maggior rispetto della dignità dell’anziana madre.
In effetti, la situazione narrata dalla giurisprudenza, è proprio quella che si verifica nel caso in esame, nel quale si tratta solo della gestione del piccolo terreno di proprietà e delle entrate ordinarie, previdenziali e assistenziali, della signora: benché essa sia «obiettivamente non autonoma e non in grado di attendere autonomamente ai propri interessi», la scarsità degli interessi da seguire e da gestire fanno propendere per il «più duttile e meno invasivo strumento dell’amministrazione di sostegno».
L’amministratore di sostegno è nominato dal Giudice Tutelare, su istanza anche solo di uno dei soggetti interessati, ogniqualvolta vi sia un individuo che, per effetto di una menomazione fisica o psichica, si trovi nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere in tutto o in parte al compimento delle attività tipiche della vita di tutti giorni e che, quindi, abbia bisogno di assistenza e sostegno.

ATTENZIONE

I contenuti di questa pagina si riferiscono a fattispecie generali e non possono in alcun modo sostituire il contributo di un professionista qualificato. Per ottenere un parere legale in ordine alla questione giuridica che interessa è possibile richiedere una consulenza legale on-line oppure fissare un appuntamento con un avvocato del nostro studio legale presso la sede di Guidonia Montecelio (Rm).
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